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Guida · Prestare allo Stato

BTP e titoli di Stato: come funzionano

Quando compri un BTP stai prestando denaro allo Stato italiano, che in cambio ti paga degli interessi e ti restituisce il capitale a una data prefissata. Vediamo come funziona davvero, e i due dettagli che fanno la differenza.

Cos'è un BTP

BTP sta per Buono del Tesoro Poliennale: è un titolo di debito emesso dallo Stato italiano. In pratica, lo Stato chiede in prestito dei soldi ai risparmiatori per finanziarsi, e in cambio si impegna a pagare interessi periodici e a restituire il capitale a una data stabilita (la scadenza).

È uno strumento usato soprattutto da chi cerca un rendimento prevedibile con un rischio contenuto: a differenza delle azioni, se tieni il titolo fino alla scadenza sai in anticipo quanto incasserai. Per i titoli di Stato italiani il rischio che lo Stato non rimborsi è considerato basso dal mercato, anche se mai nullo.

Cedole e scadenza

Il BTP paga gli interessi tramite le cedole, di solito ogni sei mesi: sono accrediti che ricevi sul conto mentre detieni il titolo. Alla scadenza, lo Stato ti restituisce il capitale nominale, cioè il valore di riferimento del titolo (per convenzione 100).

I BTP si comprano sia in fase di emissione (quando lo Stato li mette sul mercato) sia successivamente sul mercato secondario, attraverso un conto titoli — tipicamente tramite la propria banca o l'home banking. Esistono scadenze molto diverse, da pochi anni fino a diversi decenni: più lunga è la scadenza, più il prezzo del titolo è sensibile alle variazioni dei tassi (ci torniamo tra poco).

La tassazione al 12,5%: il vantaggio chiave

Qui sta uno degli aspetti più rilevanti. Le cedole dei titoli di Stato italiani sono tassate al 12,5%, contro il 26% che si applica alla maggior parte delle altre rendite finanziarie (conti deposito, obbligazioni societarie, dividendi azionari). A parità di rendimento lordo, quindi, in tasca resta di più.

Esempio del meccanismo: una cedola lorda del 3% diventa circa il 2,6% netto con la tassazione al 12,5%. La stessa cedola su uno strumento tassato al 26% renderebbe nettamente meno. (I rendimenti reali cambiano a ogni emissione: questo è solo per mostrare l'effetto della tassazione.)

C'è anche un dettaglio utile: i titoli di Stato sono esclusi dal calcolo ISEE fino a 50.000€ complessivi, un aspetto che può contare per chi guarda a soglie e agevolazioni.

Il rischio che molti ignorano

Il punto più frainteso: il rimborso del capitale a 100 è garantito solo se tieni il titolo fino alla scadenza. Se invece lo vendi prima, sul mercato secondario, incassi il prezzo del momento — che può essere sopra o sotto 100, a seconda di come si sono mossi i tassi di interesse nel frattempo.

La regola, controintuitiva all'inizio, è questa: quando i tassi salgono, il prezzo dei titoli già emessi scende (e viceversa). Più lunga è la scadenza del BTP, più ampie sono queste oscillazioni di prezzo. È il motivo per cui chi usa i BTP per obiettivi a una data precisa tende a scegliere una scadenza allineata a quando gli serviranno i soldi: così può portarli a termine senza esporsi al rischio di prezzo.

Le diverse "famiglie" di titoli di Stato

Oltre al BTP classico a cedola fissa, lo Stato emette periodicamente titoli pensati per i piccoli risparmiatori, con caratteristiche diverse. Senza entrare nel dettaglio delle singole emissioni (che cambiano nel tempo), le tipologie che incontrerai più spesso sono:

  • BTP a cedola fissa. Il più semplice: cedola nota e costante per tutta la durata.
  • Titoli legati all'inflazione.Le cedole si rivalutano in base all'andamento dei prezzi, per proteggere il potere d'acquisto. Utili quando si teme l'inflazione, con meccanismi un po' più complessi da capire.
  • Titoli con premio fedeltà. Alcune emissioni dedicate ai retail riconoscono un piccolo premio extra a chi li tiene fino alla scadenza.

Quale tipologia ha senso dipende dall'obiettivo e dall'orizzonte: non esiste il "migliore" in assoluto. Le emissioni specifiche, con i loro rendimenti aggiornati, si trovano sui canali ufficiali del Tesoro al momento del collocamento.

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Nota. Contenuto educativo e informativo, non consulenza finanziaria personalizzata. I rendimenti delle singole emissioni cambiano nel tempo: verifica sempre i dati aggiornati sui canali ufficiali. Le scelte dipendono dalla tua situazione completa e andrebbero valutate con un professionista abilitato.